Ricorderò il 2008, l'anno di "Charlie fa surf" e di Amen dei Baustelle; l'anno del millefoglie a gogò; delle serate nei cinema di Roma; dell'estate al mare in Toscana, dell'agosto diverso con gli amici termolesi; dei concerti new wave; delle cene e risate, delle nuove e ulteriori amicizie; della musica a tutto volume sempre e comunque; delle uscite improvvisate; dell'amicizia con Pino Mauro; del mio libro che è stato ristampato; delle piccole esperienze di lavoro; di tanti dischi e film scaricati;del freddo in casa che non c'è più; della lombosciatalgia di novembre; del cuore che continua a battermi forte, sperando che non fermi la sua dolce tachicardia emozionale nel 2009.
AUGURI!
martedì 16 dicembre 2008
lunedì 22 settembre 2008
giovedì 12 giugno 2008
Quando il cuore fa ciock...
Una canzone di Luca Carboni del 1993 diceva:"... il mio cuora fa ciock..."
Che voleva dire? Che si spezzava? E allora il rumore era un altro. Che si ammorbidiva? Forse, ma poi poteva fare "splash", come il film di Maurizio Nichetti del 1980. Che voleva dire? Nessuno lo ha mai saputo e quando a me vengono in mente certe canzoni che nemmeno calcolavo più e penso al loro senso, beh, mi sento comunque arricchita di qualcosa, che ancora non so.
Che voleva dire? Che si spezzava? E allora il rumore era un altro. Che si ammorbidiva? Forse, ma poi poteva fare "splash", come il film di Maurizio Nichetti del 1980. Che voleva dire? Nessuno lo ha mai saputo e quando a me vengono in mente certe canzoni che nemmeno calcolavo più e penso al loro senso, beh, mi sento comunque arricchita di qualcosa, che ancora non so.
sabato 12 aprile 2008
mercoledì 27 febbraio 2008
Lettera immaginaria di Alfredo Rampi ai fratellini di Gravina in Puglia
Cari Francesco e Salvatore, mi chiamo Alfredo Rampi, ma tutti mi conoscono come Alfredino. Dal giugno del 1981 ho sempre sei anni, da quando ho commesso un’imprudenza che mi ha fatto rimanere bambino. Stavo giocando all’aperto nella zona di Vermicino, vicino Roma, dove abitavo con la mia famiglia. Improvvisamente non ho più sentito la terra sotto i miei piedi e mi sono reso conto che stavo cadendo in un pozzo. Che ci faceva un pozzo lì? Non potevo stare attento? Ma siccome sono un bambino e mi piace giocare libero, non avevo nessuna colpa. Sono i grandi ad avere le colpe, non noi bambini. Sono stati proprio loro che hanno fatto arrivare i giornalisti, le telecamere, altre famiglie con in figli piccoli come me e persone curiose di sapere se i vigili del fuoco mi avrebbero fatto uscire da quel pozzo così profondo e buio. La cosa più strana, cari Ciccio e Tore, è che più cercavano di tirarmi su più scivolavo nella terra. Quel pozzo così profondo mi faceva sempre più paura. Sembrava un enorme buca, la terra dentro era pesante. La buca più grossa che avevo scavato era stata l’anno prima al mare. Avevo anche trovato l’acqua, voi ci avete mai provato? Basta una paletta piccola. Ma perché tutte quelle persone vicino al pozzo non vedevano l’ora di tirarmi fuori da lì? Era arrivato persino il Presidente della Repubblica, come si chiamava? Pertini, mi pare. Fumava sempre la pipa ed era molto vecchio. Sapete quanti sono entrati nel pozzo per farmi uscire? Tanti. Si è infilato pure un ragazzo strano, molto piccolo, forse era uno gnomo, mi ha preso per un braccio, ma non riusciva a farmi uscire. Mi ha pure spezzato un osso e mi faceva male. Chiamavo la mamma, ma non mi rispondeva, chiedevo aiuto, ma non riuscivano ad aiutarmi. Io però volevo uscire di lì, avevo fame, sete e paura. E poi mi annoiavo, perché il tempo non passava mai. La mia salvezza era così importante che la tv mandò in onda per diciotto ore la mia disavventura. Accidenti, quanto tempo ho fatto perdere a quei signori del tg! Io sono un bambino normale, che importanza aveva far vedere a tutti che potevo farcela? Hanno sbagliato tutti. Io non sono riuscito ad uscire dal pozzo, perché ad un tratto mi sono addormentato e non mi sono svegliato più. Hai visto di cosa sono capaci i grandi? Hanno fatto vedere alla tv come sono morto. L’ho capito dopo, che non ero più vivo. Non vi so dire bene che cosa ho provato.
Di me poi hanno parlato quasi ogni anno, sono diventato famoso, senza volerlo. Poi ho saputo che un bambino di Gravina in Puglia, vicino Bari, è caduto anche lui in un pozzo, mentre giocava vicino ad una casa abbandonata e i suoi amici lo hanno fatto soccorrere. Lui si è salvato, anche se ha tante fratture dolorose e io lo posso capire, con tutto che mi hanno spezzato un osso solo. Insieme a lui hanno trovato voi due, caduti nel pozzo e rimasti bambini come me da due anni. Però ho saputo che non è venuta la tv a riprendervi quando siete caduti, ma nessuno vi ha cercati in quel pozzo e così siete morti pure voi. Ma siete scivolati o vi ha fatti cadere qualcuno? Io non ho capito. Come avete fatto a cadere tutti e due insieme? Vi ha buttato qualcuno? Non lo so, ma ho saputo che ce l’hanno con vostro padre, dicono che vi ha gettati lui. Non capisco il perché di tutto questo, cari amici di Gravina, perché dovrebbe essere stato lui? Non vi voleva bene? Io non capisco i grandi, davvero, ci puniscono sempre per cose che non abbiamo fatto, ci rimproverano di essere bambini, ci credono stupidi e non si ricordano che prima erano come noi. Ci fanno scontare il fatto di essere diventati adulti e di avere sempre problemi, preoccupazioni e responsabilità che noi piccoli non abbiamo. Io sono stato condannato a morire davanti a tutti, voi a morire soli. Forse noi bambini non siamo così importanti. Non lo so, ci penso spesso, forse sono troppo piccolo per capire, anche se non sono scemo. Ecco perché ho deciso di scrivervi, perché ora che so che siete più vicini a me e vi vorrei incontrare. Quando mi vedrete non mi prendete in giro perché mi vedete piccolo, io dovrei essere molto più grande di voi di età, ricordatevelo, anche se ciò non è successo. Io dovrei avere più di trent’anni e voi solo due di più di quando siete caduti. Perciò comportatevi bene con me. Spero davvero di conoscervi, solo noi possiamo capirci e, insieme, possiamo immaginare tutto quello che non abbiamo potuto mai vivere.
Un saluto
Alfredo
Di me poi hanno parlato quasi ogni anno, sono diventato famoso, senza volerlo. Poi ho saputo che un bambino di Gravina in Puglia, vicino Bari, è caduto anche lui in un pozzo, mentre giocava vicino ad una casa abbandonata e i suoi amici lo hanno fatto soccorrere. Lui si è salvato, anche se ha tante fratture dolorose e io lo posso capire, con tutto che mi hanno spezzato un osso solo. Insieme a lui hanno trovato voi due, caduti nel pozzo e rimasti bambini come me da due anni. Però ho saputo che non è venuta la tv a riprendervi quando siete caduti, ma nessuno vi ha cercati in quel pozzo e così siete morti pure voi. Ma siete scivolati o vi ha fatti cadere qualcuno? Io non ho capito. Come avete fatto a cadere tutti e due insieme? Vi ha buttato qualcuno? Non lo so, ma ho saputo che ce l’hanno con vostro padre, dicono che vi ha gettati lui. Non capisco il perché di tutto questo, cari amici di Gravina, perché dovrebbe essere stato lui? Non vi voleva bene? Io non capisco i grandi, davvero, ci puniscono sempre per cose che non abbiamo fatto, ci rimproverano di essere bambini, ci credono stupidi e non si ricordano che prima erano come noi. Ci fanno scontare il fatto di essere diventati adulti e di avere sempre problemi, preoccupazioni e responsabilità che noi piccoli non abbiamo. Io sono stato condannato a morire davanti a tutti, voi a morire soli. Forse noi bambini non siamo così importanti. Non lo so, ci penso spesso, forse sono troppo piccolo per capire, anche se non sono scemo. Ecco perché ho deciso di scrivervi, perché ora che so che siete più vicini a me e vi vorrei incontrare. Quando mi vedrete non mi prendete in giro perché mi vedete piccolo, io dovrei essere molto più grande di voi di età, ricordatevelo, anche se ciò non è successo. Io dovrei avere più di trent’anni e voi solo due di più di quando siete caduti. Perciò comportatevi bene con me. Spero davvero di conoscervi, solo noi possiamo capirci e, insieme, possiamo immaginare tutto quello che non abbiamo potuto mai vivere.
Un saluto
Alfredo
THE SHOW MUST GO ON...
Lunedì sera è iniziata la 58esima edizione del Festival di Sanremo. Nello stesso momento a Gravina in Puglia si scavava per trovare i presunti resti di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini scomparsi nel giugno 2006. I medici legali hanno confermato che i bambini trovati in un pozzo abbandonato del centro di Gravina sono proprio i due ragazzini. Ieri il festival ha ospitato il musical Giulietta e Romeo. La performance è andata avanti, con annesso il dopofestival.
Stamattina la mamma dei fratellini ha riconosciuto i suoi figli nei due cadaveri.
Gli esperti hanno stabilito che nel pozzo erano ancora vivi e che sono morti di stenti. Pippo Baudo nel frattempo, alla conferenza stampa, rimproverava un giornalista sul fatto del calo degli ascolti del festival. Lo show va avanti, the show must go on, come si suol dire da tempo. Si continua a cantare, a festeggiare, a spettegolare e a creare piccoli scandali, perché Sanremo non è tale se non ha uno scandalo. Ecco, la canzone della veterana e rispettabile Bertè è squalificata perché è il plagio di un’altra dell’88, ma la cantante si potrà esibire lo stesso. I due fratellini ancora non possono avere un funerale, non possono riposare in pace, dopo che nessuno li ha cercati per due anni. E lo show, nel frattempo, continua. La vita di un bambino e la sua morte atroce sembrano non avere alcun valore davanti a uno spettacolo che si deve, anche se non lo si vuole più, fare
Stamattina la mamma dei fratellini ha riconosciuto i suoi figli nei due cadaveri.
Gli esperti hanno stabilito che nel pozzo erano ancora vivi e che sono morti di stenti. Pippo Baudo nel frattempo, alla conferenza stampa, rimproverava un giornalista sul fatto del calo degli ascolti del festival. Lo show va avanti, the show must go on, come si suol dire da tempo. Si continua a cantare, a festeggiare, a spettegolare e a creare piccoli scandali, perché Sanremo non è tale se non ha uno scandalo. Ecco, la canzone della veterana e rispettabile Bertè è squalificata perché è il plagio di un’altra dell’88, ma la cantante si potrà esibire lo stesso. I due fratellini ancora non possono avere un funerale, non possono riposare in pace, dopo che nessuno li ha cercati per due anni. E lo show, nel frattempo, continua. La vita di un bambino e la sua morte atroce sembrano non avere alcun valore davanti a uno spettacolo che si deve, anche se non lo si vuole più, fare
martedì 26 febbraio 2008
E noi stiamo a guardare...
Ieri a Roma una mia amica, scendendo dal bus, è stata fatta scivolare da una giovane zingara che le aveva messo un bastone tra le gambe. Tutto questo perchè non le aveva fatto l'elemosina. Risultato:fastidiose escoriazioni alle mani. Poteva andare peggio, poteva capitare a chiunque. Questi zingari continuano a impedirci di vivere tranquilli nelle nostre città. Chi scrive non è una picchiatrice da centro sociale di estrema destra, ma una che non ama questa destra attuale, nonchè la sinistra, debole e fatua. Sono solo una cittadina italiana che vorrebbe vivere in pace senza rischiare di perdere la vita per colpa di gente che non ha nessun senso civico. Bisogna mandarli tutti via, questi selvaggi, anche con la forza e senza nessuna retorica buonista. Ma,credetemi, nessun governo si occuperà di tutto questo, sono solo attaccati alle loro poltrone. E poi i politici non corrono il rischio di essere aggrediti, nelle loro potenti e blindatissime auto blu
Etichette:
Italia,
nuovi romanzi,
pensieri personali politica ecc,
sicurezza,
zingari
E' morto Nunzio Gallo e se ne sono accorti in pochi
Un grande della canzone napoletana se ne è andato:Nunzio Gallo. La notizia è stata data da media come giornali, tg e televideo. Fin qui nulla di strano, se non per il fatto che al cantante è stato dato pochissimo spazio. Nè uno speciale in tv, nè una citazione in più nei telegiornali. Gallo non era un neomelodico, con tutto il rispetto per la categoria citata, ma era un grandissimo cantante, uno che ha segnato, fin dagli anni '50, la canzone napoletana, nonchè quella melodica italiana.Pensateci, Gallo vinse Sanremo, il festival di Napoli in diverse edizioni e non bisogna dimenticare le sue numerose apparizioni in programmi tv e in film.
Mai sguaiato nè invadente, Nunzio Gallo non ha mai fatto parlare di sè per episodi eagerati o negativi. Di recente colpito da un brutto ictus, non si è più ripreso e, alla soglia degli '80 anni, ci ha lasciati cosìm senza fare rumore, così come le sue bellissime canzoni. RIP
Mai sguaiato nè invadente, Nunzio Gallo non ha mai fatto parlare di sè per episodi eagerati o negativi. Di recente colpito da un brutto ictus, non si è più ripreso e, alla soglia degli '80 anni, ci ha lasciati cosìm senza fare rumore, così come le sue bellissime canzoni. RIP
Etichette:
cantanti napoletani,
media,
Nunzio Gallo,
pensieri
giovedì 21 febbraio 2008
Presentazione del romanzo LA LUCE DENTRO, Termoli,Sala Consiliare, 1 feb 2008, presentano Lions Club e il giornalista del Tg1 Fedele La Sorsa
ovviamente la timida protagonista sono io...
martedì 12 febbraio 2008
MAGARI FINISSI QUI...
Create Fake Magazine Covers with your own picture at MagMyPic.com
Subscribe to Rolling Stone Magazine at an 86% discount!
Iscriviti a:
Post (Atom)

